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Cannubi Bangkok: l’unico stellato italiano della Thailandia e una macchia sulla tovaglia.

3 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 2 giorni fa


Pasta ripiena in brodo servita in una ciotola bianca da Cannubi by Umberto Bombana a Bangkok, con un calice di vino rosso sulla tovaglia bianca

Con la Guida Michelin 2026, Cannubi by Umberto Bombana è diventato il primo e ad oggi l’unico ristorante italiano stellato in Thailandia. Eppure, almeno per la mia esperienza, la ristorazione italiana a Bangkok ha raggiunto livelli davvero alti.


Ho sempre creduto che la cucina sia una forma d’arte, probabilmente la più completa, perché coinvolge tutti e cinque i sensi. Il cibo è da sempre il mio cloud dei ricordi: ricordo viaggi, luoghi e persone anche attraverso ciò che ho mangiato.


Negli ultimi anni, però, il mio rapporto con l’alta cucina è cambiato. Alcune esperienze stellate mi hanno lasciata più impressionata dalla tecnica che dal gusto, e mi capita di riguardare le foto di piatti meravigliosi, composizioni quasi architettoniche, chiedendomi che cosa fossero davvero.


È un po’ come nel design. Sono una sostenitrice del design funzionale: qualcosa può essere bellissimo e concettualmente straordinario, ma deve comunque fare ciò per cui è stato pensato. «È design» non è una giustificazione, e per me in cucina vale lo stesso.


Cannubi by Umberto Bombana


Piatto di Cannubi by Umberto Bombana servito con due calici di vino

Una stella arrivata poco dopo l’apertura era un motivo più che sufficiente per provarlo, e la curiosità ha fatto il resto. Sono andata a pranzo e ho trovato piatti della tradizione italiana cucinati con cura, materie prime selezionate e una grande precisione nelle cotture.


L’occhio e il palato raccontano la stessa cosa: riconosci l’ingrediente, ne senti il sapore e capisci come la tecnica sia stata usata per valorizzarlo, non per renderlo indecifrabile.


Una macchia di vino rosso sulla tovaglia bianca


A un certo punto del pranzo ho fatto una piccola macchia sulla tovaglia bianca, quasi impercettibile. Mi sono detta «maldestra» e ho proseguito.

Niente di grave, mi era già capitato altre volte, non ero lì a fissarla e probabilmente non mi ero nemmeno resa conto di quanto mi infastidisse, ma era lì: un piccolo elemento fuori posto in un ambiente in cui tutto era curato.


Sala di Cannubi by Umberto Bombana al Dusit Thani Bangkok con cucina a vista

Il cameriere se n’è accorto e, senza chiedermi nulla, ha preso un tovagliolo dello stesso tessuto e dello stesso colore della tovaglia e l’ha appoggiato sopra la macchia. Tono su tono, senza interruzioni né spiegazioni, e senza alcun tentativo di attirare l’attenzione sulla propria premura.


È stato un gesto di pochi secondi, eppure ricordo ancora perfettamente la sensazione che mi ha lasciato: una pace immediata, come se qualcosa fosse tornato al proprio posto, tanto che ho continuato il pranzo con ancora più piacere.


Può sembrare esagerato, lo so: stiamo pur sempre parlando di una macchia sulla tovaglia. Ma è proprio questo che mi ha fatto riflettere.


Perché una macchia può disturbarci

(anche quando non ci pensiamo)


Non sempre ci rendiamo conto di quanto un piccolo dettaglio possa condizionare la nostra esperienza. Un rumore di fondo, una luce fastidiosa, un oggetto fuori posto sono piccole cose che possono attirare la nostra attenzione, anche senza diventare un pensiero preciso.


Quella macchia non era un problema, ma aveva interrotto, almeno ai miei occhi, l’armonia della tavola, e quando è scomparsa ho provato un sollievo immediato.


C’era poi un altro elemento: quella macchia l’avevo fatta io, ed era il segno di una mia piccola disattenzione. Il cameriere l’ha fatta sparire senza farmi sentire osservata, né in dovere di ringraziarlo o di scusarmi.



Dessert di Cannubi by Umberto Bombana a Bangkok

Non ha semplicemente coperto una macchia: ha riconosciuto un dettaglio che poteva disturbare la mia esperienza e l’ha risolto prima ancora che diventasse una richiesta.


C’è una differenza enorme tra un servizio che vuole continuamente dimostrarti quanto sia attento e uno che ti permette semplicemente di stare bene. Il primo ti ricorda in ogni momento che qualcuno si sta occupando di te, il secondo ti lascia libero di goderti l’esperienza. Ed è proprio questa, secondo me, una delle forme più interessanti di ospitalità.


E poi c’è una cintura

Questo episodio non riguarda il ristorante, ma fa parte dello stesso modo di stare bene.


Cannubi si trova all’interno del Dusit Thani Bangkok e i bagni sono quelli dell’hotel. Lì ho dimenticato la cintura, perché dimentico tutto, sempre, e me ne sono ricordata soltanto la sera. Sono tornata e ho chiesto all’ingresso: l’avevano trovata, fotografata e custodita, e me l’hanno restituita senza alcun «provi a tornare domani». Era tutto già stato gestito.


Piatto di Cannubi by Umberto Bombana servito con due calici di vino

Anche questa è qualità della vita, non solo del cibo: piccoli problemi che non diventano grandi problemi. È piacevole trovarsi in un posto dove l’attenzione e l’organizzazione rendono tutto più semplice.



Quello che mi porto a casa

Tre situazioni completamente diverse nella stessa giornata, che mi hanno lasciato la stessa sensazione: essere nelle mani di persone che sanno quello che fanno e godersi il lusso di "non doverci pensare".


 
 
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