Intelligenza artificiale e creatività: cosa perdiamo?

Intelligenza artificiale e creatività: cosa perdiamo?
«Lo dico solo a te: l’ho fatto con l’intelligenza artificiale.»
«Ah, davvero? Non me n’ero accorta.»
Bugia. Ce ne accorgiamo tutti.
Quindici anni fa ascoltavo gli sviluppatori parlare con preoccupazione dell’impatto che l’intelligenza artificiale avrebbe avuto sulle nostre vite. Poi, quasi da un giorno all’altro, me la sono ritrovata “a disposizione”. A disposizione di tutti.
Il primo articolo di un nuovo spazio

Questo è il primo articolo del mio nuovo sito.
Un sito che ho scelto di pubblicare prima ancora di considerarlo completamente terminato.
È volutamente un work in progress: è vivo.
Ho chiuso il mio sito precedente perché sentivo il bisogno di fare spazio, riducendo i servizi per concentrarmi su nuovi sviluppi.
Per due anni mi sono quasi disconnessa dai social personali per capire a cosa volessi davvero dedicarmi, continuando nel frattempo a portare avanti il mio lavoro. Ed è proprio in questo periodo che mi sono accorta del cattivo uso che facciamo dell’intelligenza artificiale.
Uno strumento utile che ci è sfuggito di mano ancora prima che qualcuno riuscisse a spiegarcene davvero le potenzialità.
Quando ho approfondito per la prima volta il tema dell’AI, l’attenzione era concentrata soprattutto sui suoi rischi.
Rischi che interessano sempre poco, almeno finché non diventano visibili. Se quelli dell’AI si manifestassero come la varicella, probabilmente sarebbe più semplice parlarne e fare informazione.
Cosa stiamo consegnando all’intelligenza artificiale?
Anzi, cosa le stiamo consegnando senza conoscerla davvero?
L’AI resta uno strumento
L’intelligenza artificiale può ampliare le possibilità, ridurre i tempi e trasformare un’intuizione in qualcosa di concreto. Può diventare una collaboratrice estremamente efficiente.
È per questo che ho creato AI Direction™, un percorso dedicato all’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale: non per insegnare a delegarle ogni cosa, ma per imparare a darle una direzione.
Perché la differenza non la fa lo strumento.
La fa la persona che lo utilizza, la qualità delle domande che pone e la sua capacità di riconoscere ciò che ha davvero valore.
In altre parole: l’AI esegue, ma la direzione devi continuare a darla tu.
Paghi e il prodotto sei tu.
L’intelligenza artificiale è una delle poche realtà al mondo in cui, anche quando la paghi, il prodotto sei tu. Riflettiamoci.

La creatività nasce dalla vita vissuta
Le idee vere nascono ancora da ciò che viviamo.
Per questo, qui non parlerò soltanto di intelligenza artificiale.
Parlerò di comunicazione e creatività, ma anche di viaggi, vino, ristoranti, luoghi e incontri. Di tutto ciò che merita una riflessione e può diventare un nuovo punto di vista sul lavoro, sui brand e sulla vita di tutti i giorni.
Perché la creatività nasce dalla capacità di osservare ciò che ci circonda e trasformarlo in un’idea, ed è questo che dobbiamo preservare.
L’AI continuerà a essere uno dei miei strumenti.
Le idee continuerò a cercarle nella mia mente.
La direzione continuerò a darla io.



